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PesoLeggero Come verifichiamo Confronta gli integratori
Metro da sarta srotolato accanto a una bilancia da bagno analogica su pavimento chiaro

Obesità e sovrappeso in Italia: i numeri e come si leggono

In Italia quattro adulti su dieci hanno un peso superiore a quello considerato normale: tre sono in sovrappeso, uno rientra nell'obesità. Lo misura la sorveglianza PASSI dell'Istituto Superiore di Sanità sugli anni 2022-2023, fra i 18 e i 69 anni, chiedendo alle persone peso e altezza. Sono circa 17 milioni di adulti in sovrappeso e oltre 4 milioni con obesità. ISS — Sorveglianza PASSI 2022-2023 Bollettino Epidemiologico Nazionale ISS, 2023

Redazione PesoLeggero Aggiornato il 18 min di lettura 18 fonti

Questa pagina spiega da dove arrivano quelle cifre, che cosa misura l'indice di massa corporea, perché la circonferenza della vita dice qualcosa in più e che cosa è cambiato con la legge entrata in vigore nell'ottobre 2025.

In questa pagina

Quante persone in Italia hanno un peso in eccesso?

Su dieci persone adulte intervistate, tre rientrano nel sovrappeso e una nell'obesità. È la fotografia della sorveglianza PASSI 2022-2023, che copre la fascia 18-69 anni.

La quota cambia molto con l'età, il sesso e le condizioni economiche. È questa variabilità a raccontare il fenomeno, più del dato medio.

Come si distribuisce l'eccesso di peso Quota Fonte
Adulti 18-34 anni 27% PASSI 2022-2023
Adulti oltre i 50 anni 53% PASSI 2022-2023
Adulti 65-74 anni 58% PASSI d'Argento 2022-2023
Uomini 52% PASSI 2022-2023
Donne 34% PASSI 2022-2023
Con molte difficoltà economiche 52% PASSI 2022-2023
Senza difficoltà economiche 39% PASSI 2022-2023
Con licenza elementare 63% PASSI 2022-2023
Con laurea 32% PASSI 2022-2023

Il divario fra chi ha studiato a lungo e chi no supera i trenta punti percentuali, ed è più ampio del divario fra uomini e donne.

Dopo i 75 anni la percentuale scende, fino al 46% fra chi ha più di 85 anni. Non è un miglioramento. Nella stessa fascia d'età cresce il numero di persone che perdono peso senza volerlo, cioè per motivi di salute.

Nel resto del mondo il quadro è simile, e più grande. L'Organizzazione mondiale della sanità conta circa 890 milioni di adulti con obesità nel 2022, il 16% della popolazione adulta, e 2,5 miliardi di persone con un peso superiore alla norma.

Più di un adulto su otto, nel mondo, vive con obesità.

L'obesità in Italia sta aumentando?

No, negli ultimi quindici anni no.

La quota di adulti con un peso oltre la norma è rimasta sostanzialmente ferma dal 2008 al 2021. Il sovrappeso è stabile; l'obesità si muove poco, e in direzioni diverse a seconda dell'area del Paese.

Andamento dell'obesità, 2008-2021 Che cosa mostrano i dati PASSI
Nord in salita, dal 9% all'11%
Centro in lenta discesa, dal 10% al 9%
Sud sale fino al 14% nel 2015, poi scende al 10% nel 2021
18-34 anni in aumento
50-69 anni in riduzione

Il dato che merita attenzione è l'ultimo della lista. L'obesità cresce fra i giovani adulti e cala fra chi ha superato i cinquant'anni.

Che cos'è l'indice di massa corporea e come si calcola?

L'indice di massa corporea, IMC in italiano e BMI in inglese, è il rapporto fra il peso in chilogrammi e il quadrato dell'altezza in metri. Una persona di 80 kg alta 1,75 m ha un IMC di 80 diviso 3,06, cioè circa 26.

Le soglie usate dalla sorveglianza nazionale sono due.

Valore dell'IMC Come viene classificato
da 25,0 a 29,9 sovrappeso
30,0 e oltre obesità

Un IMC di 29 rientra quindi nel sovrappeso; un IMC di 30,2 nell'obesità. Su una persona alta 1,70 m, fra i due valori ci sono poco più di tre chili.

Ecco perché una soglia statistica non va letta come una diagnosi.

Perché l'IMC da solo non basta?

Perché l'IMC non misura il grasso. Serve a classificare gruppi di popolazione, non a stabilire la condizione di una singola persona. Per dire che c'è obesità bisogna capire se il peso in più è davvero grasso, e il peso aumenta anche quando cresce la massa muscolare.

Lo stesso numero, poi, corrisponde a composizioni corporee diverse. A parità di indice il grasso corporeo è mediamente maggiore nelle donne che negli uomini, e nelle persone anziane più che nelle giovani. Chi ha molta muscolatura può pesare parecchio restando fuori dal sovrappeso.

I metodi che misurano davvero il grasso esistono: densitometria DEXA, idrodensitometria, diluizione del deuterio, bioimpedenza, pletismografia. Sono però complessi e costosi, e si usano soprattutto nella ricerca.

Nella pratica clinica si lavora con misure più semplici, come la plicometria, la circonferenza della vita e gli indici che mettono in rapporto statura e peso.

Che cosa dice la circonferenza della vita

Dove si trova il grasso lo racconta meglio il girovita. ISSalute indica due soglie: 94 cm negli uomini e 80 cm nelle donne. Superate quelle misure è verosimile un accumulo di grasso viscerale, quello che avvolge gli organi dell'addome. Le fonti lo collocano fra i fattori di rischio più pesanti per le malattie croniche legate all'obesità.

È una misura che si prende in casa con un metro da sarta e che, a differenza della bilancia, cambia significato a seconda del sesso. Il modo in cui si legge insieme al resto lo trovi nella pagina sul grasso addominale e la pancia.

Per una valutazione precisa ISSalute rimanda al medico di medicina generale o allo specialista, eventualmente con misure avanzate come la percentuale di massa grassa o la densitometria.

Perché ogni fonte dà un numero diverso?

Perché cambia il modo di raccogliere peso e altezza. La sorveglianza PASSI li chiede alle persone. Lo studio internazionale NCD-RisC pubblicato su The Lancet nel 2024 lavora invece su misurazioni rilevate, e per l'Italia arriva al 18% di obesità sia negli uomini sia nelle donne, contro il 10-11% stimato da PASSI.

Lo scarto ha una spiegazione documentata. Nelle risposte l'altezza viene di solito gonfiata e il peso ridotto, e la seconda distorsione è più forte nelle donne.

I dati riferiti restano validi per seguire l'andamento nel tempo e le differenze fra territori. Restituiscono però una fotografia più indulgente di quella reale.

Le due stime non sono confrontabili una accanto all'altra, perché cambiano metodo, fascia d'età e anno di rilevazione.

Quando leggi una percentuale sull'obesità, la prima domanda utile è questa: il peso l'ha dichiarato la persona o l'ha misurato qualcuno?

Da che cosa dipende l'eccesso di peso?

Da più fattori che agiscono insieme. L'Organizzazione mondiale della sanità descrive l'obesità come una malattia cronica multifattoriale, in cui si intrecciano genetica, ambiente, abitudini alimentari e attività fisica. Nessuno di questi elementi, da solo, spiega il fenomeno.

Il portafoglio. L'Istituto Superiore di Sanità attribuisce un ruolo fondamentale ai fattori sociali ed economici. I cibi ad alta densità calorica sono spesso anche i più economici, e il confronto PASSI del 2021 è netto: l'obesità riguarda il 16% di chi riferisce molte difficoltà economiche e il 9% di chi non ne ha. ISSalute — Obesità Bollettino Epidemiologico Nazionale ISS, 2023

Le ore sedute. Il tempo passato seduti e gli spostamenti in automobile riducono il dispendio energetico quotidiano, indipendentemente da quanto si mangia. È il secondo elemento che l'ISS mette accanto al costo del cibo. ISSalute — Obesità

Il sonno. Dodici adulti sani sono stati seguiti in reparto per 21 giorni, alternando notti da 4 ore e notti da 9. Nella fase con poco sonno l'introito calorico è salito, il dispendio energetico è rimasto uguale, e sono aumentati sia il peso sia il grasso addominale, nella componente sottocutanea come in quella viscerale. Il campione è piccolo e le condizioni sperimentali estreme: il dato indica una direzione, non una quantità applicabile alla vita di tutti i giorni. Covassin et al., JACC 2022

La menopausa. Nella coorte SWAN, con composizione corporea misurata tramite DXA, all'inizio della transizione menopausale la velocità di accumulo della massa grassa raddoppia e la massa magra diminuisce, fino a due anni dopo l'ultima mestruazione. Il peso, invece, sale in modo lineare già da prima. Cambia la composizione del corpo più che il numero sulla bilancia. Greendale et al., 2019

Dal 24 ottobre 2025 questa lettura ha anche un appiglio normativo. La legge italiana definisce l'obesità una malattia progressiva e recidivante. Non un difetto di volontà.

In Italia un IMC elevato è il quinto fra i primi dieci fattori di rischio per morte prematura e anni vissuti in disabilità, con un incremento del 6,3% fra il 2007 e il 2017 secondo il Global Burden of Disease Study.

È una statistica di popolazione. Indica un rischio medio su milioni di persone, non una previsione su di te.

Ambito Che cosa riportano ISS e ISSalute
Cuore e circolazione maggiore rischio di infarto, ictus, malattie ischemiche del cuore, pressione alta
Metabolismo maggiore rischio di diabete di tipo 2 e insulino-resistenza
Grassi nel sangue dislipidemie
Articolazioni osteoartrosi, dolore a schiena e articolazioni
Sonno e respiro sonno interrotto, apnee notturne, affanno dopo sforzi minimi
Digestione reflusso gastro-esofageo
Tumori esofago, pancreas, colecisti, colon-retto, mammella in post-menopausa, endometrio, rene
Vita quotidiana stanchezza durante il giorno
Sfera psicologica bassa autostima, depressione, isolamento sociale

Pressione alta e glicemia hanno percorsi di approfondimento propri e non li trattiamo qui. Se il tuo medico ti ha già segnalato uno di questi due valori, è con lui che va impostato il seguito.

Esiste però anche l'errore opposto, e le linee guida del Ministero della Salute lo mettono nero su bianco. Spingere una persona a credersi in sovrappeso quando non lo è, e a perseguire «finalità dimagranti quando non occorre», viene definito «deleterio».

Se i tuoi numeri stanno dentro la norma, il problema non sei tu.

Quello che conta è mantenere nel tempo un bilancio calorico ridotto, non la formula della dieta scelta.

Lo studio DIETFITS ha seguito per dodici mesi 609 adulti con indice fra 28 e 40, divisi fra un regime povero di grassi e uno povero di carboidrati. Il calo medio è stato di 5,3 kg nel primo gruppo e di 6,0 kg nel secondo: 0,7 kg di scarto. Il risultato non è cambiato né con il profilo genetico né con la secrezione di insulina.

Lo stesso vale per gli schemi più discussi. Il digiuno intermittente non batte la restrizione calorica continua: in una meta-analisi di 11 studi randomizzati la differenza è di 0,61 kg, a favore di nessuno dei due approcci.

La dieta chetogenica, in una meta-analisi di 13 studi con almeno dodici mesi di osservazione, supera la dieta povera di grassi di 0,91 kg. È un dato del 2013, da leggere con la sua età.

Il movimento ai livelli minimi raccomandati — 150 minuti a settimana di attività moderata, o 75 di attività vigorosa — migliora la salute cardiovascolare. Da solo, però, non basta a produrre una perdita di peso clinicamente rilevante, né a mantenerla senza una riduzione delle calorie.

Serve, e serve per altro.

Nello stesso elenco entra a pieno titolo il sonno: nello studio pubblicato su JACC chi dormiva 4 ore per notte mangiava di più senza consumare di più.

Esiste poi l'area della prescrizione medica, con ordini di grandezza diversi. Una revisione sistematica di 26 studi randomizzati e 15.491 partecipanti senza diabete riporta, per i farmaci agonisti del recettore GLP-1, cali fino al 17,8% del peso con tirzepatide in 72 settimane e fino al 13,9% con semaglutide in 68 settimane.

Riportiamo le cifre solo per dare la proporzione rispetto al resto. Sono farmaci soggetti a prescrizione, la valutazione spetta al medico, e questo sito non tratta indicazioni, dosi né acquisto. Lo stesso vale per i percorsi chirurgici.

Il percorso pratico, passo per passo, è raccolto nella pagina come dimagrire secondo i dati. Quello che gli studi hanno misurato sugli integratori sta invece nella scheda di confronto fra prodotti e prove.

Che cosa cambia con la legge 149/2025?

Dal 24 ottobre 2025 esiste una definizione di rango legislativo. L'obesità è «una malattia progressiva e recidivante», secondo l'articolo 1, comma 2 del testo approvato il 3 ottobre 2025 e pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 9 ottobre.

Fino a quel momento, nel nostro ordinamento, una definizione del genere non c'era.

La stessa legge stabilisce all'articolo 2 che le persone con obesità usufruiscono delle prestazioni contenute nei livelli essenziali di assistenza erogati dal Servizio sanitario nazionale, e all'articolo 3 autorizza la spesa per il programma nazionale: 700.000 euro per il 2025, 800.000 per il 2026 e 1,2 milioni a decorrere dal 2027, da ripartire fra le Regioni con decreto del Ministro della salute.

Attenzione a che cosa significa in concreto. Il riconoscimento e il richiamo ai LEA non equivalgono a prestazioni già disponibili nella tua ASL. L'aggiornamento dei livelli essenziali di assistenza segue una procedura propria, e le somme stanziate sono di entità limitata.

Chiedi al medico o alla tua azienda sanitaria che cosa è davvero attivo sul territorio.

Conviene prima di quanto si pensi, perché parlarne cambia i comportamenti. Chi si è sentito dire dal medico di dover perdere peso segue una dieta nel 46% dei casi; senza quell'indicazione si scende al 17%.

Il consiglio, però, arriva a meno della metà delle persone in eccesso ponderale. Va soprattutto a chi ha già l'obesità, ed è più raro proprio nelle Regioni dove servirebbe di più.

C'è anche un problema di percezione. Una dieta la sta seguendo il 26% di chi ha un peso oltre la norma. Il proprio peso viene giudicato troppo alto dal 49% delle persone in sovrappeso, mentre più di una persona con obesità su dieci lo considera adeguato.

La consapevolezza sposta i numeri: fra chi si riconosce in eccesso di peso, la quota che segue una dieta sale al 34%.

Peso che scende da solo: prendi appuntamento. Dimagrire senza averlo cercato è un segnale da indagare, non un traguardo. Nella sorveglianza PASSI d'Argento le persone che perdono peso contro la propria volontà aumentano con l'avanzare dell'età.

Meritano una visita anche il russamento con pause nel respiro durante la notte, l'affanno dopo sforzi leggeri, il dolore articolare che limita i movimenti e una stanchezza diurna che non passa con il riposo. Compaiono nell'elenco di ISSalute dei disturbi che si accompagnano al peso in eccesso. Restano associazioni rilevate su grandi gruppi: da sole non stabiliscono la causa di quello che senti tu.

Una valutazione clinica rapida serve quando compaiono aritmie o dolore toracico, dolori forti alla pancia, svenimenti, difficoltà a respirare accompagnata da affaticamento marcato, edemi agli arti inferiori, formicolii, insonnia che dura nel tempo, pensieri suicidari o gesti autolesivi. Sono i segnali d'emergenza raccolti dal Ministero della Salute nel documento del 26 marzo 2018. Finché non sono stati valutati, diete, integratori e allenamenti restano fermi.

Il peso non racconta tutto neanche nell'altra direzione. Lo stesso documento ricorda che un disturbo dell'alimentazione può riguardare una persona normopeso, che sovrappeso e obesità possono essere il sintomo di un disturbo da binge-eating, e che l'avvio di una dieta restrittiva per trattare l'obesità è a sua volta un fattore di rischio.

Guardare solo il numero sulla bilancia fa perdere tutto questo.

Contatti pubblici in Italia. Numero Verde SOS Disturbi Alimentari: 800 180 969, indicato dal Ministero della Salute. La mappa nazionale dei servizi si consulta sulla piattaforma dell'Istituto superiore di sanità, che a febbraio 2026 elencava 232 strutture. Nel dettaglio: 56 associazioni e 176 centri di cura, 141 dei quali del Servizio sanitario nazionale e 35 del privato accreditato. Ministero della Salute, raccomandazioni per familiari (2018) Piattaforma disturbi della nutrizione e dell'alimentazione, ISS

Che cosa fa questa pagina e che cosa non fa

Questa pagina raccoglie i dati italiani sull'eccesso di peso con la fonte accanto a ogni numero, il significato e i limiti dell'indice di massa corporea, le soglie del girovita indicate dall'ISS e il contenuto della legge 149/2025.

Non offre invece diagnosi, piani alimentari personalizzati o valutazioni del tuo caso. Il quadro cambia con le condizioni di salute, i farmaci in corso, l'età e la composizione corporea, e quella valutazione la fa un professionista sanitario che ti visita. Restano fuori dal sito anche i farmaci su ricetta, la chirurgia, la tiroide, l'età pediatrica, la gravidanza, l'allattamento e i disturbi della nutrizione e dell'alimentazione.

Perché non pubblichiamo un calcolatore con il verdetto

Perché un numero senza contesto fa più danni che informazione. L'IMC classifica popolazioni e non distingue muscolo da grasso. Restituire un'etichetta a chi inserisce due cifre in un modulo significa spacciare per diagnosi uno strumento statistico.

C'è anche una ragione di mercato. Nei documenti ministeriali chi cerca di perdere peso viene descritto come un pubblico particolarmente esposto alle indicazioni fuorvianti: anni di tentativi falliti rendono ricettivi a chi promette scorciatoie.

Un verdetto automatico seguito da un prodotto consigliato è esattamente il meccanismo che il regolatore ha in mente.

Preferiamo darti la formula, le soglie, i limiti dichiarati e il consiglio di portare i tuoi numeri al medico. Il conto lo fai tu, il significato lo stabilisce chi ti visita.

Fonti citate in questa pagina

Le informazioni di questa pagina hanno scopo divulgativo e non sostituiscono il parere del medico. Prima di iniziare una dieta ipocalorica o un integratore, parlane con un professionista sanitario.

A cura della Redazione PesoLeggero. Aggiornato il 14 settembre 2026. Panoramica generale del sito: dimagrire, dati e regole in Italia.

Domande frequenti

Che cos'è l'obesità?

È una malattia cronica multifattoriale, secondo la definizione dell'Organizzazione mondiale della sanità ripresa da ISSalute, legata all'interazione fra genetica, ambiente, abitudini alimentari e attività fisica. Nelle rilevazioni italiane il confine operativo è un IMC da 30 in su. In Italia, dal 24 ottobre 2025, la legge 149/2025 la definisce malattia progressiva e recidivante. ISSalute — Obesità Legge 149/2025, Normattiva

Come si calcola l'indice di massa corporea?

Si divide il peso in chilogrammi per il quadrato dell'altezza in metri. Per una persona di 70 kg alta 1,68 m il conto è 70 diviso 2,82, cioè circa 24,8. Il risultato va confrontato con le soglie di 25 e di 30, tenendo presente che classifica popolazioni e non sostituisce una valutazione medica. EpiCentro ISS — Schede indicatore PASSI

A un indice di massa corporea di 29 quale classificazione corrisponde?

Al sovrappeso. La fascia va da 25,0 a 29,9; l'obesità inizia a 30. Sono le soglie usate dalla sorveglianza PASSI per i dati italiani. ISS — Sorveglianza PASSI 2022-2023

Quanti italiani sono in sovrappeso?

Circa 17 milioni di adulti in sovrappeso e oltre 4 milioni con obesità, secondo la stima del Bollettino Epidemiologico Nazionale dell'ISS costruita sui dati PASSI 2020-2021. La sorveglianza si basa su circa 468.000 interviste raccolte fra il 2008 e il 2021. Bollettino Epidemiologico Nazionale ISS, 2023

Qual è la circonferenza della vita che deve far riflettere?

94 cm negli uomini e 80 cm nelle donne. Superati quei centimetri diventa verosimile un accumulo di grasso attorno agli organi addominali, che ISSalute colloca fra i fattori di rischio pesanti per le malattie croniche. ISSalute — Obesità

L'IMC vale anche per chi fa sport o per gli anziani?

Con cautela. L'IMC non separa la massa muscolare dal grasso, quindi chi è molto muscoloso può risultare in sovrappeso senza esserlo; a parità di IMC, inoltre, le persone anziane hanno più grasso corporeo delle giovani e le donne più degli uomini. In questi casi servono altre misure, dalla circonferenza della vita alla densitometria. ISSalute — Obesità EpiCentro ISS — Schede indicatore PASSI

È vero che dipende solo dalla forza di volontà?

I dati dicono di no. L'ISS assegna un ruolo fondamentale alle condizioni sociali ed economiche: gli alimenti più calorici costano spesso meno, la giornata sedentaria abbassa il consumo di energia e l'obesità risulta quasi due volte più frequente fra chi vive difficoltà economiche. Dal 2025 la legge italiana inquadra l'obesità come malattia, non come colpa. ISSalute — Obesità Legge 149/2025, Normattiva

Sono in sovrappeso: qual è la prima cosa da fare?

Parlarne con il medico di famiglia, portando misure concrete: peso, altezza e circonferenza della vita. Nei dati PASSI la dieta viene seguita dal 46% di chi ha ricevuto quell'indicazione dal medico e dal 17% di chi non l'ha ricevuta; oggi il consiglio raggiunge meno della metà delle persone che ne avrebbero motivo. ISS — Sorveglianza PASSI 2022-2023

Esiste una dieta migliore delle altre per l'obesità?

Gli studi a dodici mesi non la trovano. DIETFITS ha confrontato dieta povera di grassi e dieta povera di carboidrati su 609 adulti con IMC 28-40 e ha misurato 5,3 kg contro 6,0 kg, cioè una differenza di 0,7 kg; il digiuno intermittente non supera la restrizione calorica continua. Un piano adatto alla singola persona lo imposta un professionista sanitario. Gardner et al., JAMA 2018 Cioffi et al., J Transl Med 2018

Una tisana drenante aiuta contro l'obesità?

No: eliminare liquidi non equivale a perdere massa grassa, e le linee guida del Ministero della Salute vietano di presentare il dimagrimento come effetto della diuresi, del drenaggio o del transito intestinale. Il discorso completo sulla categoria è nella pagina sulle tisane drenanti; sui prodotti venduti come «bruciagrassi» trovi la posizione del Ministero nella pagina dedicata a quella categoria. Ministero della Salute — Linee guida sugli integratori per la riduzione del peso

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